La leggenda di Re Laurino, una delle più belle dell'Alto
Adige
Una delle leggende più antiche e più belle delle Dolomiti, è senza dubbio
quella di Re Laurino e delle sue rose.
La leggenda racconta: "Là dove oggi ci sono solo rocce e sassi,
c'era una volta un bellissimo roseto che apparteneva a Laurino, Re
dei Nani. Un giorno questi, con l'aiuto di un cappuccio magico che
lo rendeva invisibile, rapì Similde, la figlia del
re. Molti cavalieri si gettarono subito all'inseguimento e quando
videro il roseto in piena fioritura capirono subito dove avrebbero
trovato Similde. Uno di essi riuscì ad afferrare il cappuccio
magico, facendo ricomparire il Re dei Nani. Ne
seguì un violentissimo combattimento, ma i cavalieri ebbero la
meglio su Laurino che, nonostante la sua magia, fu sconfitto.
Similde sposò il più valoroso di loro e Re Laurino fu trascinato in
prigione.
Il Re dei Nani, però, riuscì a fuggire. Quando ritornò sulle sue
montagne e vide il suo roseto, disse: "Queste rose mi hanno
tradito; se i cavalieri non le avessero viste, mai e poi mai
sarebbero venuti sulla mia montagna." Furioso, Laurino
trasformò in pietra tutto il roseto e pronunciò un incantesimo,
affinché nessuno lo vedesse, né di giorno, né di notte. Si
dimenticò del tramonto.
Per questo ancor oggi possiamo ammirare dalla valle il suo
giardino, quando gli ultimi raggi del sole lo accarezzano."
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